Personaggi alla marina

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UNA 
DOMENICA
DA 
RICORDARE


Racconto con personaggi veri

di Raffaele Accardo

Nella foto: 
Lucia Sarnicola 
('A Sergente) 
e Gaetano Gargiulo
(Il cozzaro nero)

Quasi una "Cronaca" descritta, con sentore letterario lineare. Liceale, per autenticità espressiva, ma con picchi di stile pur se "neonatali", per merito dello smisurato amore per la lettura, dell'autore di questo racconto-reale, (amatoriale) che a tratti, senza pretese letterarie, ricorda parte della dilogia pasoliniana: (Ragazzi di vita, Una vita violenta), nel reiterare dei soprannomi di personaggi popolari e nell'estremizzazione del persistente senso proletario nelle città moderne; col miraggio delle vincite alle odierne versioni del lotto obsoleto, i vari "toto", nuove chimere. 
Immortali le suggestioni religiose tra 

fanatismi e superstizioni secolari, l'umorismo di strada rinnovato dall'emulazione del linguaggio teletichese, e l'infarinatura espressiva che il soggetto-prescolare fruisce dalla cultura dei media quasi imposta; dalla "grancassa" col suo italiano troncato e telegrafico, sempre inneggiante prodotti preconfezionati contro la precarietà dei "puosti" di frutti di terra e di mare, bersagliati dai tutori della legge. Il sogno infranto, con la mancata vincita, non incrina la speranza che mai muore sotto il Vesuvio, e viene rimpiazzato con un aromatico gelato. La vita continua. La vita è bella. 
                                                       Luigi Mari   

UNA DOMENICA 
DA RICORDARE

Risaliva via Fontana, erano le sette di mattina e nonostante l'ora era gia di ritorno dalla banchina del porto. Quella di alzarsi presto era un'abitudine oramai consolidata unitamente a quella di andare ad aspettare le "paranze" che facevano ritorno e vedere cosa avevano pescato.
Piano piano con la sua andatura lenta e rolleggiante veniva verso "sotto 'a ripa" dove di li a poco, mezz'ora al massimo, si sarebbe schierata tutta la formazione dei giocatori delle scommesse SNAI, composta da fini (a modo loro) intenditori di calcio. Il ritrovo fisso era situato proprio vicino alla PIZZERIA FONTANA.
Con l'aria di chi non ha niente da spartire con nessuno, Ciro Carotenuto, meglio conosciuto come Gir 'o Neguss, veniva lentamente avanti beandosi di quella solitudine e di quella pace che solo a quell'ora da via Fontana poteva fruire.
Essendo domenica il quartiere si sarebbe svegliato più tardi del solito e di conseguenza anche il caos sarebbe iniziato in ritardo. Le saracinesche degli esercizi commerciali erano tutte quante abbassate, fatta eccezione per quelle del Bar La rocca e della Pizzeria Fontana. Fu proprio all'altezza della pizzeria Fontana che la pace e la quiete si interruppe. Un urlo (che nelle intenzioni non voleva essere tale) fece sobbalzare il Negus.
"Negù,negù per Milan-Juve tu che ce mettisse?" Lucietta 'a sergente, al secolo Ciarniccoli Lucia moglie di Gaetano 'o cuzzecaro detto anche il "Cozzaro nero", a quell'ora si accingeva a preparare " 'o puosto" ovvero un banchetto smontabile sul quale venivano poste le cozze che di li a poco il marito avrebbe portato dal mare.
Non c'era gioco o lotteria alla quale Lucietta non vi partecipasse: Totocalcio, Enalotto,Totip, Superenalotto, Formula 101, Lotto e adesso pure le scommesse al punto SNAI.
Donna intelligente e perspicace (l'esatto contrario del marito) sapeva il fatto suo in fatto di scommesse però ogni tanto non disdegnava il consiglio di qualcuno più ferrato in materia. Proprio come quella mattina,solo che quella richiesta stava facendo venire il "giallo" al Negus.
- "E tu pe m'addumannà 'na cosa 'e niente allucche 'i chesta manera? Ma stisse perdenno a capa oi ne?" 
- "Mamma mia Girù, e comme si permaloso. Nun me dicere che te si appaurato!" 
- "E di chi m'avesse appaurà?.... 'E te?" -  

rispose alquanto sdegnato il Negus - Ce mancasse solo che m'appaurasse e te. Stesse proprio a posto".
Ma mostrando di non aver capito l'aria che tirava e infischiandosene nel modo più assoluto, ella continuò:
Tifosissimo del Milan era una figura conosciutissima sotto 'a ripa. Descriverlo non è possibile, bisognerebbe riempire un libro intero di tutti gli anneddoti che lo riguardano. Resta comunque una persona che tutti quanti ricorderemo sembre con affetto e lo porteremo nel nostro cuore.
Una volta piantato l'ombrellone attaccava sempre una canzoncina con la sua voce in falsetto, questa era una canzoncina che intendeva irridere Lucietta la quale, come già detto, non era mai capace di piazzarlo da sola. La canzoncina se ricordo bene faceva pressapoco cosi: "E quanno o mettive 'o 'mbrellone se nun o mettev io?".
- "E va' buo' Tatò vuò vedè che se nun ce stisse tu 'o 'mbrellone nun se mettesse?"

E questa era la secca replica della sergente.

Verso le otto e mezza la formazione si andava già delineando.
Uno dei primi ad arrivare era Giruzzo
Mazzacane, un'altra figura che non dimenticheremo mai.
- "Allora comme a vide sta partita Negù? Iamme damme nu cunsiglio".
- "Ma stasera a Juventus nun joca co Milan - rispose il Negus.
- "Ma nun è per stasera, io parlo da finale di Champions League".
A quel punto il Negus fu ardentemente tentato di mandarla a quel paese con uno dei suoi proverbiali cazziatoni, ma poi ritenne che non ne valeva la pena e si limitò solamente ad un'acida osservazione:
- "Oi ne tu nun stai proprio bona ca capa"
Detto questo si allontanò borbottando tra se.
" 'Na partita che se joca tra quindici giorni, chella vo sape gia' mo da me 'o risultato. Chesta è pazza, completamente pazza".

Nel frattempo Lucietta aveva ultimato l'allestimento del banchetto e stava armeggiando per sistemare l'ultimo elemento del "puosto": l'ombrellone che era la cosa che a lei non riusciva mai di posizionare, comunque lo mettesse questi non stava mai in piedi, soltanto le mani esperte di Totonno 'a rapina riuscivano a portare a termine quella operazione.
Donadio Antonio, per tutti 'a Rapina. Era anche lui un'intenditore di calcio ma nel vero senso della parola. 

Nella foto:

Ciro Carotenuto 
detto Negus

 

Anche la sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile nella comitiva dedita alle scommesse calcistiche.
Lui arrivava sempre prima di tutti perch
é non aveva impegni di nessun genere, infatti non essendo sposato e vivendo da solo gestiva la sua vita senza orari e senza regole. La sua presenza metteva il buonumore. Era un simpaticone come ce ne sono pochi in giro, specie quando si produceva in battute e gags che solo lui sapeva fare. E tutte di sua invenzione. Ultimamente indossava degli occhialini da sole che gli conferivano l'aspetto di... anzi, lo facevano diventare il sosia perfetto di Max Bono degli U2.
Oramai erano arrivati tutti:
Giruzzo Cazetta, Giruzzo 'o campagnuolo vero luminare delle scommesse SNAI, Gennarino il figlio di Lucietta con il fratello Luigi detto Zè Bacco per via del fatto che quando era piccolo aveva il sedere sproporzionato al resto del corpo, ed infine la triade dei fratelli Sepe, ovvero: Cianiello, Michele e Peppino. Non mancava proprio nessuno, quella domenica c'era l'en plein! Vedendoli tutti insieme Totonno 'a rapina non poté fare a meno di dare loro il benvenuto a modo suo. Con il secchio dell'acqua in mano irrorava le cozze con il caratteristico gesto dei pescivendoli e come se niente fosse incominciò a cantare:
- "Recata, recata (origano) ih che bella gente che sta arrivanno. Ohi ne, miette a tavola e vott 'a pasta".
-Una cosa, Tato' nun accummincià, facce sta' quiete perché cca' oggi avimme scassa' tutte cose. Mo sento che chesta è a jurnata bona, a jurnata che ce purtamme a zuppa a casa. - DisseGiruzzo Cazetta convintissimo di quello che affermava.
Infatti era talmente contagiosa la sua convinzione che la buonanima di Mazzacane intervenne immediatamente:
- "E' overo,è overo" - disse - "Stammatina a Canale 5 aggia visto l'oposcopo".
- "Se dice oroscopo", lo corresse prontamente Gennarino.
- "Oposcopo, poposcopo comme diavolo se chiamma. Insomma ha ditto che chesta è a jurnata bona pe mme".
- "Overamente Girù? E tu che segno sei?"  

- "Che segno song? E che ne saccio, forse songo elefante".
- "Girù secondo me tu si  scarrafone. Ma chediavolo nun sai nemmeno che segno sei e dici che chesta è a jurnata toia?".
- "Ohe bello!! chillo a ddinte ha ditto:"....E questa sarà un'ottima giornata per quelli del vostro segno". Percio' se chillo ha ditto accussi vuol dire che accussi è".
A quel punto Gennarino voleva desistere e gettare la spugna,
ma poi decise di non darsi per vinto.
- "Mazzacà, chillo che ha detto l'oroscopo dint' 'a televisione, voleva dire che accussi è per quel determinato segno, e non per tutti quanti. Hai capito mo?".
Infastidito da quell'acuta osservazione Mazzacane non potè fare a meno di sbottare:
- "Siente guaglio' into a cinque minuti mi hai azzeccato i fili n'capa, fallo p''a maronna chiurimmela cca': Chesta nun è a jurnata mia, io nun aggia sentuto nisciuno paposcolo, nun me chiammo chiù Giruzzo Mazzacane e song o' frate di Berlusconi, si cuntento accussi?".
Senza profferire più parola Gennarino si mise in disparte come un cagnolino bastonato.
Tutta la scena era stata vista e udita da Lucietta che da vicino al banchetto non perdeva mai di vista niente e nessuno, avrebbe voluto intervenire in difesa del figlio ma non lo fece. E solo Dio sa perché non lo fece.
Nel frattempo il Negus era ritornato,
mancavano solo poche altre persone che poi erano i soliti ritardatari, ma nonostante ciò la formazione si era abbondantemente delineata. Si vedeva lontano un miglio che al Negus non era passata per niente l'imbronciatura, infatti era arrivato e a stento aveva profferito un  - "Buongiorno" - che sembrava essergli stato cavato da bocca con le pinze.
Il ghiaccio venne rotto allorquando di li a poco arrivò tutto "sparato"sul
la sua "Honda Chiocciola", Pietro 'a Fechella, cugino dei fratelli Sepe. Con la destra guidava e con la sinistra reggeva un fascio di fogli, quelli inerenti le quote e giocate della SNAI, nonchè quello che lui si era appuntato per giocare.

             
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