Anno II
Luglio-settembre 2002 
n. 7-9

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SPECIALE SORRENTO
Intervista a Corrado Fattorusso

di Giuseppe Della Monica
assessore alla Trasparenza e Politiche Sociali del Comune di Sorrento 


                   Stemma di Sorrento

"In questo periodo si sta lottando per avere un Ospedale degno di questo nome e delle attese dei cittadini e dei nostri ospiti e in futuro il miglioramento del porto, delle scuole, nonché del problema casa per le famiglie meno abbienti della città ".

Governare Sorrento è anche un impegno ecologico. Cosa fate per la salvaguardia del territorio?
 
"E' di questi giorni il nuovo regolamento della rete fognaria e dei condizionatori d'aria, che contribuiscono a deturpare l'estetica di alcuni fabbricati. Poi abbiamo rafforzato la collaborazione con le cooperative sociali sia per la colonia estiva dei bambini di Sorrento e sia per alcune aree d'interesse generale come le Tore e i bagni della Regina Giovanna".

Un suo sogno personale per il futuro di Sorrento
"Contribuire a far acquisire a Sorrento una parte della tranquillità perduta ad inizio secolo, servendosi delle moderne tecnologie: penso alle scale mobili, ai bus elettrici, ecc".

Avvocato, iscritto ad Alleanza Nazionale, è figlio d'arte. Suo padre Luigi, fu Assessore ai Servizi Sociali con i Sindaci Alfonso Astarita prima e Gennaro Astarita poi. Sua l'idea di aprire il primo centro ricreativo per anziani comunale.

Amministrare Sorrento, ovvero in vacanza da una vita…

" Non credo proprio, anzi. Vivere ed amministrare una realtà turistica, di tale importanza ed appeal come Sorrento ti costringe a vivere le stagioni, le situazioni in modo differente. Basti pensare al fatto che mentre gli altri sono qui in ferie, o in vacanza, l'amministratore pubblico deve impegnarsi perché tutto fili al meglio."

Seriamente, quali sono i problemi che si devono affrontare per gestire una città che d'inverno fa diecimila abitanti ed in estate ne conta duecentomila?

"I problemi sono molti e spesso aumentati dall'immagine di una città turistica. L'ospedale, ad esempio, certamente non funziona al meglio, ma per una realtà turistica, per lo più con l’età media della popolazione in rialzo, è un vero problema e un pessimo biglietto da visita."

Su un piano specificatamente politico, che rapporti hanno il Sindaco e la Giunta con il

Consiglio comunale da un lato, e dall'altro con le istanze amministrative superiori (Provincia, Regione, Governo) ?

 "Quando si lavora per affrontare i problemi si mettono da parte, almeno per quello che mi riguarda, i conflitti o gli schieramenti politici. Noi, ad esempio, abbiamo un ottimo rapporto con i Comuni limitrofi e con la Regione sull'applicazione della Legge 328 per l'assistenza."

 

Bella Sorrento, se ci si potesse arrivare…

 " La sua conformazione urbanistica e territoriale non consente l'afflusso massiccio di gente ad essa. Il suo successo la sta rendendo difficile da vivere. Gli spazi sono questi e sono contrario, in linea di massima a nuovi parcheggi, perché , poi questi non fanno altro che far arrivare più flusso veicolare, continuando a non trovare sbocchi. C'è un effetto imbuto che solo con i mezzi pubblici e con la pedonalizzazione di molte zone può attenuare il problema. Si guardi Anacapri o Positano, la loro stessa conformazione, le strade tortuose le rendono "selvagge" e difficili da raggiungere."

Cosa sta preparando la Sua Giunta per rafforzare il ruolo turistico della città?

Breve storia di Sorrento
di Teresa Astarita

 Città greco-osca, forse fenicia, in seguito romana, Sorrento seguì la sorte di Roma fino alla sua caduta. Nell'alto Medioevo repubblica (citata tra le più importanti città marinare del Mezzogiorno), poi sottoposta al ducato napoletano se ne distaccò nel sec. XI.
Il processo storico che portò alla costituzione del Ducato di Sorrento rientra nella logica evolutiva del particolarismo comune tanto ai possedimenti bizantini (Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento), quanto a quelli longobardi (Benevento, Salerno e Capua) dell'Italia meridionale.
Il ducato sorrentino, che abbracciava tutta la penisola dal Sarno alla Campanella, ebbe una certa risonanza dovuta soprattutto alla diffusione delle industrie delle costruzioni e delle forniture navali, al commercio marittimo e alla produzione di frutta e di vino. La classe politica sorrentina era però costituita da un'aristocrazia che basava il proprio potere sulla proprietà fondiaria; il settore del commercio marittimo rimaneva


       Sorrento nel XVII secolo
ristretto all'attività di piccoli commercianti locali. Pertanto Sorrento non divenne mai una potenza marinara.
Divenuta ducato fu sottoposta per un certo periodo al duca longobardo di Salerno (1039). Riacquistata l'indipendenza (1052) con l'aiuto normanno, n’accettò la protezione legando sempre più la propria politica a quella del duca di Capua, insieme al quale fu travolto nella guerra contro l'altro duca normanno Ruggero Il d'Altavilla (1133 o 1134). 
Un evento rilevante nella storia della città fu la tragica invasione turca del giugno 1558, per i saccheggi che vi furono e per la gran quantità di popolazione che fu uccisa o portata schiava a Costantinopoli. L'invasione turca affrettò l'opera di rifacimento delle mura cittadine che fu completata nel 1561.
Lunghe furono le lotte sostenute dalle popolazioni contadine dei Casali e dei paesi limitrofi, sottoposti da secoli ai soprusi dei patrizi sorrentini, per ottenere l'autonomia. E' in questo contesto che si colloca la rivolta del genovese Giovanni Grillo (1 648). Sfruttando una serie di contrasti secolari con la nobiltà locale, il Grillo riuscì ad unire i popolani del Piano e i contadini della stessa Sorrento guidando un infruttuoso assedio che durò quattordici mesi.
Nel primo periodo borbonico si andò intensificando l'attività marinara e la pesca del tonno, fiorente fino agli inizi del sec. XX. Con il ritorno dei Borbone dopo la tragica rivoluzione del 1799, i Sedili nobiliari erano aboliti e il Piano nel 1808 e Meta nel 1819 ottennero l'autonomia.
Dopo l'Unità anche S. Agnello si rese autonoma (1865), mentre Sorrento subiva il "risanamento edilizio" che ne cambiò l'antico aspetto.
I periodi più recenti hanno visto la progressiva, e in alcuni casi assai intensa (intorno agli anni sessanta) l'estensione dell'attività turistica che è diventata in breve il settore di punta dell'economia cittadina.