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Foto e brevi filmati stereoscopici di Torre del Greco, gratis.

Foto e Film 3D di Torre
GRATIS      S U    T O R R E O M N I A

Vediamo le scritte rosse in 3d perché abbiamo due occhi. Guarda con un occhio solo. Tutto si appiattirà.

          LA SCOPERTA 3D             Clicca: L'altra stereoscopia    
La stereoscopia è di una semplicità estrema. Un po' più complessa è la conversione di foto e filmati da 2d a 3d,
lenta e manuale, e che non riesce ad eliminare difetti come ghost, ecc. I programmi automatici in commercio sono imperfetti. L'autore di questo sito, però, ha scoperto per caso,  che l'associazione di tre programmi riesce a fare foto e film 3d dal 2d in automatico con incredibile somiglianza alle stereoscopie effettuate con riprese a monte, ed in TRE  MINUTI. Inoltre, sempre dietro sperimentazione casuale ha scoperto un sistema per vedere in maniera perfetta il 3d in TV, con associazione di un software e due hardware che servono per uso diverso dalla stereoscopia,  ma che risolvono sorprendentemente i  problemi della saturazione colori, dell'interlacciato e dei 2 semiquadri televisivi. L'autore di questo sito NON VENDE NULLA, questa è solo una nota informativa per gli interessati.


Questa pagina è un omaggio disinteressato agli autori, attori e regista di un opera da vedere!!!.
Questo film tridimensionale ha risvegliato negli anta la passione  per la stereoscopia,
che ebbe il suo boom nel dopoguerra. La stereroscopia, purtroppo, e poco diffusa in Italia. 
Il film, eccezionale, è in vendita o in noleggio in tutte le videoteche italiane 

 Spy Kids 3-D Game Over

Starring: Antonio Banderas, Carla Gugino, Alex Vega, Daryl Sabara, Ricardo Montalban, Holland Taylor, Sylvester Stallone, Mike Judge, Salma Hayek, Matthew O'Leary, Emily Osment, Ryan James Pinkston, Robert Vito, Bobby Edner, Courtney Jimes, Cheech Marin, Danny Trejev, Alan Cumming, Tony Shalhoub, Steve Buscemi, Bill Paxton
Director: Robert Rodriguez
Running Time: 84 minutes
Certificate:
Action, Adventure, Comedy, Family, Fantasy, Science Fiction

         

SENZA ALCUN DUBBIO L’UNICO E VALIDO MOTIVO D’INTERESSE PER CONTINUARE A SORBIRCI LE avventure degli spy kids più famosi della storia del cinema è l’utilizzo, per le loro nuove imprese, della tecnologia 3D... ovvero la tridimensionalità: indossando degli occhiali speciali potremo immergerci nella realtà virtuale di un videogioco dove i giovanissimi Carmen e Juni Cortez dovranno provare a sconfiggere il terribile giocattolaio (Sylvester Stallone riciclatosi in un ruolo comico!), genio del computer e brillante inventore dotato di personalità multiple.
Anche in "Missione 3D - Game over", com’è oramai sua abitudine (vedasi anche il recente "C’era una volta in Messico"), il regista Robert Rodriguez dirige, scrive, monta e crea le musiche per le nuove e fantastiche imprese della famiglia di spie più famose del mondo (in sottofinale ecco comparire papà Antonio Banderas e mamma Carla Cugino, accompagnati dai protagonisti delle altre due avventure degli spy kids come Steve Buscemi, Danny Trejo, Alan Cumming, Bill Paxton), sicuramente divertendosi in prima persona nell’utilizzare la moderna telecamera (sperimentata dal regista James Cameron per il suo documentario "Ghost of the Abyss") capace di fondere due lenti ad alta definizione in un unico elemento, ed in più con la possibilità di incrociarsi in modo tale da ridurre l’affaticamento della vista di coloro che guardano una pellicola in 3D.
E così tutti, grandi e piccini, ci ritroviamo a seguire "dal vivo" le avventure degli spy kids, attenti alle indicazioni (in lettere cubitali sul grande schermo) su quando indossare gli speciali occhiali e pronti a sussultare sulle poltrone quando vediamo piombarci addosso oggetti non meglio identificati: è anche questa la magia del Cinema!
                                                       Calogero Messina

   

                     
E' necessario l'uso di questi occhialini  in dotazione col film, che vi forniranno le videoteche o i negozi di dischi, compresi nel prezzo. Ne vale la pena. Astronavi e personaggi fuoriescono dal televisore per venirvi incontro.

L’unico motivo per cui sono andato a vedere 

Spy Kids 3-D – Game Over

è il fatto che la maggior parte del film era girata in stereoscopia, ed alla cassa distribuiscono i famosi occhialetti di cartone, quelli con la gelatina rossa e blu, la qual cosa mi ha fatto ritornare indietro di cinquant’anni, quando il cinema tridimensionale sembrava dovesse diventare la più grossa novità nello spettacolo di massa della seconda metà del ventesimo secolo. Invece non è stato così. Dopo un inizio sensazionale, il 3D ha conosciuto una rapida decadenza ed è stato in breve dimenticato, salvo poi riapparire saltuariamente come un fiume carsico in alcune particolari occasioni.
In effetti la fotografia stereoscopica è una cosa molto vecchia, che appassionava i nostri bisnonni molto prima dell’arrivo in Europa del famoso WiewMaster negli anni ‘50. Esistevano delle macchine fotografiche portatili e stereoscopiche già nel primo Novecento. Esse avevano due obbiettivi che fotografavano la stessa scena da due punti di vista leggermente diversi. Si otteneva così una doppia istantanea. Poi con un visore portatile munito di lenti si sovrapponevano le due immagini, e l’illusione della tridimensionalità era perfetta.
Il cinema in 3D si basava circa sullo stesso principio: vi erano praticamente due film leggermente sfasati, uno girato con un filtro rosso e l’altro con uno blu, i quali venivano proiettati contemporanemente. Gli occhialetti di cartone creavano l’illusione della profondità di campo. In effetti, i primi esperimenti furono tentati addirittura ai tempi del muto, ma senza troppo successo.
Purtroppo il sistema era costoso e complicato. La macchina da presa pesantissima non consentiva molte varianti nelle inquadrature, e nelle sale era necessario disporre di ben due macchine da proiezione. Inoltre il 3D andava molto bene con le pellicole in bianco e nero, ma era sconsigliabile per il technicolor, poiché alterava in maniera terribile tutte le principali sfumature di colore. Forse per questo motivo nessuno dei capolavori del cinema di fantascienza di quegli anni come Cittadino dello Spazio (1955) e Il Pianeta proibito ( 1956) furono girati in 3D.
In queste condizioni è chiaro che i produttori tirarono tutti un grosso sospiro di sollievo con l’avvento del Cinemascope, considerato subito l’unico mezzo adatto a combattere la micidiale concorrenza della televisione, e della grande stagione del cinema in 3D non rimase più nulla, salvo alcune apparizioni sporadiche per motivi sensazionalistici. E’ questo il caso di Spy Kids 3-D – Game Over.
Dopo il primo sequel, la vicenda dei ragazzini terribili che giocavano a fare gli agenti segreti era stata sfruttata come un limone. Ma qualcuno pensò che da quell’idea ridicola si poteva spremere ancora qualcosa, e decise di promuovere il terzo film della serie. Convinti che bisognava inventarsi qualcosa di nuovo, gli gnomi di Hollywood contattarono allora il grande regista Robert Rodriguez, quello del film Dal tramonto all’alba e gli offrirono una camionata di soldi, convincendolo a fare quello che rimarrà senza dubbio il peggior film di tutta la sua carriera cinematografica passata, presente e futura. Una vera porcheria. Evidentemente Rodriguez deve essere molto scarso quanto a dignità personale. Ma non bastava ancora. Ogni volta che a Hollywood non sanno più che pesci pigliare per attirare l’attenzione del pubblico su di un determinato film, allora decidono di girarlo in 3D. Naturalmente in questo caso i problemi tecnici sono stati molto semplificati, poiché le doppie immagini sono state create con il computer, ma il principio è rimasto lo stesso.
Il film si risolve in una serie di giochetti per bambini in realtà virtuale, tutta roba vista e stravista con un sacco di effettacci scontatissimi ai quali la tridimensionalità delle immagini non aggiunge nulla di nuovo. Anzi, la ripetitività di certe sequenze finisce per generare nello spettatore un senso di stanchezza e di noia. Nemmeno la presenza di attori come Sylvester Stallone, George Clooney e Antonio Banderas, accompagnata dall’apparizione a sorpresa di Elijah "Frodo" Wood riesce a risollevare le sorti di questa pellicola bolsa, stupida e fallita in partenza.
Mi sono trovato a rimpiangere i vecchi film tridimensionali degli anni ’50, molti dei quali purtroppo arrivarono in Italia nella versione "normale"e desolatamente piatta. Perfino l Mostro della Laguna Nera, famoso film di Jack Arnold (1954) girato in 3D con delle sequenze geniali che sfruttavano pienamente le potenzialità della stereoscopia, arrivò da noi come una delle tante pellicole di mostri bidimensionali in bianco e nero.
L’unico film di fantascienza che alla tenera età di sette anni ebbi il piacere di gustarmi nella versione originale in 3D fu Destinazione Terra (1953), diretto sempre dal grande Jack Arnold. Mi ricordo che dopo la fine della prima rappresentazione restai dentro al cinema per godermi lo spettacolo una seconda volta, dando ogni tanto un sbirciatina alle facce stupite degli spettatori durante le scene più impressionati. In particolare, quando gli alieni sbattono la porta dell’astronave in faccia al giornalista John Pottman (Richard Carlson) provocando una frana, la cascata di pietre sembrava arrivare in faccia agli spettatori, e molti di essi tentavano di schivarsi con un irresistibile effetto comico. Nulla di tutto ciò ho notato durante la proiezione di Spy Kids 3 –D – Game Over . Anche i bambini ostentavano delle annoiate facce di pietra. Ed è logico. Ormai si trova molto di meglio in qualsiasi "playstation" e nelle sale giochi di terza categoria.
                                                   Gianni Ursini