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Cronache Veneziane
anno 1943 dalla R. Polveriera Certosa

Compagnia da sbarco
Il gazzettino
24 luglio 1943 –
guardia al centralino 0.4 ora 0,24 allarme al posto di combattimento ore 1
cessato allarme ore 2 Compagnia da sbarco pronta a muovere Ore 2,30
Compagnia da sbarco diretta in arsenale a disposizione di Maripiazza
servizi O.P. I marinai presidiano i posti chiave della citta: prefettura,
car ceri, telefoni, banche, redazione del Gazzettino e strade principa
li. Fermano i cittadini, invitandoli a togliere il distintivo fascista e
la camicia nera. I battaglioni M della caserma "Cornoldi" non ne
vogliono sapere di togliersi la camicia nera e solo 1’intervento dei
Bersaglieri ve li costringe.
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25 luglio 1943
(mattino) Tutti i militari
restano consegnati nelle caserme. Entra in vigore la legge marziale.
Coprifuoco. I militi fascisti mobilitati, della Milmart, Digat e di tutte
le altre forze della M.V.S.N. vengono esclusi dai servizi armati e
consegnati sino a nuovo giuramento. La radio e gli strilloni annunciano
che il governo Mussolini si e dimesso e che ha avuto fine la dittatura
fascista in Italia.
26 luglio 1943
La vita in città si normalizza; la popolazione e animata da nuova
allegria e manifesta la propria gioia cantando per le strade. Vengono
rimossi d’autorità tutte le insegne e gli emblemi fascisti dalle
strade. Il popolo invade le case del fascio devastando e distruggendo
statue e quadri raffiguranti il dittatore. L’ordine pubblico e in
pericolo. Pattuglioni misti, composti da carabinieri, fanti, marinai e
avieri cercano di mantenere 1’ordine nei limiti del possibile, spesso
ignorando le piccole scaramucce tra i cittadini.
27 luglio 1943
Di sera le forze armate del presidio offrono uno spettacolo di forza e di
affratellamento con i cittadini, sfilando, musica in testa, per le vie
della città. I veneziani si accodano ai soldati, cantando vecchie canzoni
patriottiche, interrotte da grida di esultanza: W i nostri marineri! W l’Italia!
W Badoglio! Al tacere delle bande, risuona il passo cadenzato dei soldati,
che sfilano fieri e pieni di commozione; la voce secca e imponente degli
ufficiali che danno gli ordini del caso interrompe il religioso silenzio
che si e ormai creato, mentre dai balconi sventolano le bandiere
nazionali, parecchie senza lo stemma Sabaudo.
28 luglio 1943
Nelle nostre teste c’e solo confusione, le coscienze vacillano, i
tedeschi incominciano ad essere freddi, distaccati e sospettosi. Intanto
dal Brennero arrivano i rinforzi e due divisioni motocorazzate si
schierano dal Brennero a Verona.I
treni provenienti dal Brennero recano i segni della provocazione fascista
e mostrano vetture imbrattate da scritte che inneggiano ai fascisti e
insultano Badoglio. I veneziani reagiscono e fanno dimostrazioni in
piazza, la città e nel caos. La Marina si dà da fare con le sue
compagnie da sbarco, cercando di stabilire 1’ordine. Registriamo i primi
morti: due allievi meccanici di Mariscuola vengono assassinati dai
fascisti. L’odio crea la divisione degli italiani: si parla di fascisti
e di antifascisti. Noi giovani siamo le vittime di questa grande
confusione che non riusciamo a comprendere. |