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                                         Solidarietà


                   Propaganda politica tra i prigionieri



   Notizie nei lagher dull'eruzione del Vesuvio del 1944

Germania, Aprile '44
Stammlager

Incominciano ad arrivare finalmente notizie dall’Italia, incomincia a rompersi quel muro che ci separa dal mondo esterno, si vedono i primi giornali fascisti. Quello dedicato ai prigionieri italiani si chiama: "La voce della patria". Apprendiamo che in Italia del nord si e formata la Repubblica Sociale Italiana, con a capo Mussolini. Sul numero di aprile c’e la notizia dell’eruzione del Vesuvio; provo angoscia e dolore, non ho notizie dei miei cari, sono preoccupato per la mia cara mamma sapendola sola e malata, mi da solo conforto il commento cinico di una agenzia americana appunto sull’eruzione del Vesuvio, perché lascia facilmente intuire che Torre del Greco e stata liberata. I tedeschi cominciano a distribuire i primi moduli per poter scrivere alle nostre famiglie; riesco finalmente a comunicare con il mio amico e commilitone, Bruno Marcioni, che nel settembre ’43 riuscì a sfuggire alla cattura. Le sue lettere in qualche modo riescono a tirarmi su il morale: sono sempre ricche di parole di incoraggiamento e di conforto oltre a notizie riguardanti le truppe alleate scritte in modo convenzionale. Oltre alle lettere, mi giungono dei pacchi di viveri, spediti dalla mia ragazza Silvana Orlandini di Ferrara, dalla sig.na Dina Michelotti di Mestrino Padova e dalla ditta Colussi di Venezia, e con somma meraviglia un pacco con mittente illustre: "Il Capitano del C.R.E.M. Pannucci Domenico. Riceviarno anche la visita di un prigioniero illustre, il tenente di vascello medaglia d’oro al valore Giuseppe Brignole il famoso tenente di Calatafimi. I tedeschi più volte gli hanno offerto di rientrare in Itali senza nessun compromesso, ma lui ha sempre rifiutato, preferendo restare con noi prigionieri. E’ la classica figura di uomo saggio, giusto, di esperto comandante, e rappresenta per noi il simbolo della resistenza. Oltre alle lettere e ai pacchi, arrivano al nostro campo truppe fasciste, venute in terra tedesca per essere addestrate ed equipaggiate, che girano per il campo a scopo propagandistico e cercano adesioni tra i prigionieri. Vestono una strana divisa. Pochissimi aderiscono alle truppe fasciste e la maggior parte di noi tiene duro, anche perché i continui e massicci bombarda- menti in questo periodo, lasciano facilmente immaginare che il fronte di guerra si avvicina, il che ci dà fiducia e speranza. Giungono finalmente notizie dal sud Italia; la gioia che si impossessa di me non ha limiti, quando mi giunge tra le mani una lettera della mia famiglia. Prima di aprirla la guardo bene: e piena di bolli delle varie censure, e il bollo della censura americana mi da la certezza che Torre del Greco e stata liberata. Con ansia e commozione i miei occhi scorrono sulle righe familiari e apprendo che mia madre sta bene, che mio fratello Giovanni e ritornato a casa, si e sposato ed e diventato papa di una meravigliosa bimba, Lina. Piango dalla gioia, rileggo e poi rileggo ancora forse cento volte la lettera e i compagni prigionieri, vedendomi risollevato da quella lettera, si uniscono affettuosi alla mia gioia. Il desiderio di riabbracciare mia madre cresce sempre più, e riesce a darmi la forza giusta e più energia per sopravvivere, per- ché oramai sono convinto che e solo questione di tempo e forse il sogno potrà diventare realtà. Bisogna solo resistere.