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mandato al campo, per
sorvegliare le sentinelle, un reparto di SS che arriva di sorpresa,
mettendo le baracche a soqquadro, spesso anche di notte. Il nostro
servizio, pero, e migliorato e ci siamo organizzati in modo perfetto,
assegnando ad ognuno un compito ben preciso: lavorazione, vigilanza,
segnalazione e miglioramento dei rapporti sociali con i tedeschi, per
accattivarcene la disponibilità. Io, che mi occupo delle relazioni
sociali, sono riuscito a diventare amico del maresciallo responsabile del
recinto italiano e russo, entrando nelle sue simpatie grazie ai miei
disegni. Gli ho regalato, infatti, alcuni disegni, e il maresciallo, che e
un maniaco del ritratto e delle uniformi, spesso si fa ritrarre da me con
le più svariate divise militari. Ha una corporatura gigantesca e il suo
viso ricorda molto quello di Hitler; ama molto il suo lavoro, pero e
incolpato dalle SS di incapacità e di troppa umanità nei riguardi di noi
prigionieri.
Spesso riesco a comunicare con lui, con l’aiuto di un interprete, un
certo Ebli Nicola, un bravissimo ragazzo di Bolzano caporale maggiore di
fanteria. Il Maresciallo tedesco, dato il cattivo rapporto con le SS, ci
raccomanda di non farci sorprendere da loro nell’attività di borsa
nera: in compenso lui stesso si impegna ad avvertirci in caso di ispezioni
improvvise. In questo modo certamente le cose potranno andare a gonfie
vele. Intanto noi continuiamo il nostro nuovo "lavoro", senza
mai dimenticare il maresciallo a cui forniamo sigarette e cioccolata, di
cui va veramente matto. La vita sembra scorrere in modo più sereno e con
qualche patema d’animo in meno.
Operazione doccia
Una volta al mese al
baraccone 357, è consentito ai prigionieri fare la doccia. Un’operazione
che, viste le nostre condizioni, dovrebbe essere di sollievo, ma che
invece rappresenta una cosa faticosissima per il prigioniero, e mette
anche una buona dose di paura, dal momento che corre voce che gli stessi
locali adibiti a docce hanno anche la funzione di camera a gas. Pensandoci
bene, i locali docce non presentano finestre, hanno le porte a chiusura
ermetica; comunque non esiste nessuna notizia certa, almeno per adesso,
sull’effettivo doppio uso delle docce. I tedeschi ci fanno spogliare all’aperto
e i prigionieri russi sono incaricati di depositare i nostri vestiti su
appositi carrelli destinati ai forni per la disinfestazione. |

I carcerieri

In marcia per la doccia
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